mercoledì 16 dicembre 2009

Prossimo incontro

Gli incontri di giovedì 17-24-31 dicembre risultano annullati.
Se fosse possibile accordarci per una data prima di Natale, Padre Gabriele avrebbe piacere di incontrarci. Riproponiamo la serata di martedì 22 dicembre. Spargete voce se può andare. Ciao!

venerdì 11 dicembre 2009

VI° incontro - Vieni e vedi giovane!

Vangelo di Giovanni, 12 [1-8]
Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui gli fecero una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell'unguento. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che doveva poi tradirlo, disse: "Perché quest'olio profumato non si è venduto per trecento denari per poi darli ai poveri?". Questo egli disse non perché gl'importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: "Lasciala fare, perché lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me".
Prosegue con Don Mirco, la logica dell'analisi dell'amicizia nella Bibbia che diventa poi molto di più nel corso dell'incontro. Una specie di lectio divina che ci porta ad una migliore comprensione dei testi biblici, che riesce a farci sentire più vicini a Dio e a Gesù e che ci mette continuamente in discussione.
Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui gli fecero una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali.
Qual era lo stato d'animo di Gesù prima di recarsi a Betania? Con che spirito egli si dirigeva a casa della famiglia di Lazzaro? Di loro abbiamo già parlato nel precedente incontro. Erano suoi amici, persone con cui egli si trovava in sintonia. Gesù era felice di poter passare del tempo con questa famiglia.
Maria allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell'unguento.
Il valore del profumo, in quel tempo, si può dedurre anche da altri brani biblici (vedi i primi versetti del Cantico dei Cantici n.d.r.). A quel tempo, per produrre il miglior profumo, ci si recava in un campo di fiori e si raccoglievano tutti. Dopo, si procedeva all'eliminazione della parte peggiore. Un procedimento che si ripeteva più volte, fino a che non si arrivava al cuore del fiore, all'essenza. Qual è allora il ruolo di Maria in quest'ottica? E qual è il nostro ruolo davanti a Gesù? Siamo indaffarati come Marta, spettatori come Lazzaro, amorevoli come Maria?
Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che doveva poi tradirlo, disse: "Perché quest'olio profumato non si è venduto per trecento denari per poi darli ai poveri?". Questo egli disse non perché gl'importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro.
Giuda accusa velatamente Maria di aver SPRECATO quel denaro. In realtà Maria, attraverso quel profumo, aveva fatto dono a Gesù di tutto il suo amore. Maria si spreca per amore. Dona gratuitamente qualcosa che non riavrà indietro. Noi sappiamo sprecarci per amore? Per chi? Perchè? Le diverse risposte avevano un punto in comune: lo scegliere per chi o per cosa sprecarsi. Come si fa ad essere buoni cristiani 24 ore al giorno? Cosa ci impedisce di fare della nostra intera vita uno spreco totale d'amore? Se noi credessimo davvero di avere Gesù al nostro fianco, di incontrarlo negli altri, non avremmo poi voglia di testimoniare continuamente il nostro ardore? Alla fine Don Mirco ci ha concesso un minuto (TOSTO!). Ci ha chiesto di immaginare di avere Gesù seduto accanto. Cosa gli diresti? Cosa faresti? Sarebbe diverso averlo a fianco piuttosto che riconoscerlo in ciò e in chi ci circonda? Qual è la differenza?
Gesù allora disse: "Lasciala fare, perché lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me".
Ad un certo punto Gesù interviene per difendere Maria, come a dire che, il nostro sprecarci per amore, può essere deriso fino ad un certo punto. Poi Gesù interviene a difenderci, in molteplici modi: attraverso l'occasione della comprensione dei nostri gesti, attraverso il senso di appagamento che riceviamo quando doniamo, indipedentemente dai risultati o dalle critiche. Un gesto fatto per amore non è mai un gesto inutile. Il vero cristiano porta con sè la speranza. Il vero cristiano è propositivo in ogni ambito della sua vita. Il vero cristiano sa che ogni problema sarà superato perchè Dio ci protegge. E noi come siamo nella nostra vita: propositivi o negativi? A cosa puntiamo? Riusciamo a sentire la presenza di Dio accanto a noi? Sappiamo cogliere le occasioni per incontrarlo?
L'impegno di questa settimana è di sprecarci per amore, di fare della nostra vita un dono continuo. E tutti noi che eravamo lì, ci sentiamo di dire che questo deve essere davvero un impegno per la vita!
Salmo 90 (91)
Tu che abiti al riparo dell'Altissimo
e dimori all'ombra dell'Onnipotente,
dì al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,
mio Dio, in cui confido».
Egli ti libererà dal laccio del cacciatore,
dalla peste che distrugge.
Ti coprirà con le sue penne
sotto le sue ali troverai rifugio.
La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza;
non temerai i terrori della notte
né la freccia che vola di giorno,
la peste che vaga nelle tenebre,
lo sterminio che devasta a mezzogiorno.
Mille cadranno al tuo fianco
e diecimila alla tua destra;
ma nulla ti potrà colpire.
Solo che tu guardi, con i tuoi occhi
vedrai il castigo degli empi.
Poiché tuo rifugio è il Signore
e hai fatto dell'Altissimo la tua dimora,
non ti potrà colpire la sventura,
nessun colpo cadrà sulla tua tenda.
Egli darà ordine ai suoi angeli
di custodirti in tutti i tuoi passi.
Sulle loro mani ti porteranno
perché non inciampi nella pietra il tuo piede.
Camminerai su aspidi e vipere,
schiaccerai leoni e draghi.
Lo salverò, perché a me si è affidato;
lo esalterò, perché ha conosciuto il mio nome.
Mi invocherà e gli darò risposta;
presso di lui sarò nella sventura,
lo salverò e lo renderò glorioso.
Lo sazierò di lunghi giorni
e gli mostrerò la mia salvezza.

venerdì 4 dicembre 2009

V° incontro - Vieni e vedi giovane!

Luca cap. 19,1-10
[1]Entrato in Gerico, attraversava la città. [2]Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, [3]cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. [4]Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là. [5]Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». [6]In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. [7]Vedendo ciò, tutti mormoravano: «E' andato ad alloggiare da un peccatore!». [8]Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto». [9]Gesù gli rispose: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch'egli è figlio di Abramo; [10]il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».
Padre Gabriele ha iniziato l'incontro parlando dell'avvento ed in particolare del fatto che si attendono ogni giorno tante cose ma che nessuno più attende Gesù. Questo succede perchè abbiamo perso la conoscenza di Gesù. Se tu conoscessi davvero il vero Gesù, lo attenderesti ogni giorno perchè con Dio che ti ama vivresti la vita ad un altro livello: vivresti la vita in profondità. Dobbiamo dimenticare il Dio che punisce in favore del Dio che libera perchè dio ti ama ed è talmente innamorato di te da perdere il fiato. dio ama te e le tue debolezze non gli sono da ostacolo. Così come è successo con Zaccheo o con la prostituta che gli ha lavato i piedi con le sue lacrime.
Dopo questa introduzione, Padre Gabriele ha domandato "cos'è che non ti fa sentire libero?" e la risposta è stata che questo amore totale di Dio viene in realtà "sbugiardato" dalle regole e dai divieti che la Chiesa impone. Perchè a catechismo ci hanno insegnato che Adamo ed Eva hanno mangiato la mela e che per questo nasciamo con il peccato originale e se non veniamo battezzati in caso di morte non si sa nemmeno dove si va a finire? Padre Gabriele ha cercato di fare ordine in un gruppo in cui le esperienze sono varie e molto diverse tra loro. Innanzi tutto ha spiegato che Dio, per poter comunicare con noi, ha bisogno dei SEGNI e che noi però dobbiamo saperli riconoscere. Il primo segno è la CREAZIONE, poi gli AVVENIMENTI, la BIBBIA, GESU' e infine la CHIESA. E' la nostra maturità spirituale poi ad aiutarci a comprendere questi segni. Il peccato originale non è un pezzo del frutto proibito ma è l'indole orgogliosa che fa parte del nostro DNA e che ci espone al peccato. Il battesimo quindi non serve a mandarti in Paradiso se muori ma è il dono di una comunità che ti dà l'occasione di sperimentare il bene. Occorrerebbe però che, quella comunità, fosse espressione del progetto di Dio. Occorrerebbe che i cristiani di quella comunità si sentissero davvero investiti di un incarico: quello di far sentire la presenza di Dio nel mondo.

lunedì 30 novembre 2009

IV° incontro - Vieni e vedi giovane!

11:1 Era allora malato un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella.2 Maria era quella che aveva cosparso di olio profumato il Signore e gli aveva asciugato i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. 3 Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, il tuo amico è malato». 4 All'udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato». 5 Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro. 6 Quand'ebbe dunque sentito che era malato, si trattenne due giorni nel luogo dove si trovava. 7 Poi, disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». 8 I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». 9 Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; 10 ma se invece uno cammina di notte, inciampa, perché gli manca la luce». 11 Così parlò e poi soggiunse loro: «Il nostro amico Lazzaro s'è addormentato; ma io vado a svegliarlo». 12 Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se s'è addormentato, guarirà». 13 Gesù parlava della morte di lui, essi invece pensarono che si riferisse al riposo del sonno.14 Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto 15 e io sono contento per voi di non essere stato là, perché voi crediate. Orsù, andiamo da lui!».16 Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse ai condiscepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Gesù incontra Marta e Maria
17 Venne dunque Gesù e trovò Lazzaro che era già da quattro giorni nel sepolcro. 18 Betània distava da Gerusalemme meno di due miglia 19 e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria per consolarle per il loro fratello. 20 Marta dunque, come seppe che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa.21 Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! 22 Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà». 23 Gesù le disse: «Tuo fratello risusciterà». 24 Gli rispose Marta: «So che risusciterà nell'ultimo giorno». 25 Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà;26 chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?». 27 Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo».
28 Dopo queste parole se ne andò a chiamare di nascosto Maria, sua sorella, dicendo: «Il Maestro è qui e ti chiama». 29 Quella, udito ciò, si alzò in fretta e andò da lui. 30 Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro.31 Allora i Giudei che erano in casa con lei a consolarla, quando videro Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono pensando: «Va al sepolcro per piangere là».32 Maria, dunque, quando giunse dov'era Gesù, vistolo si gettò ai suoi piedi dicendo: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!».33 Gesù allora quando la vide piangere e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente, si turbò e disse:
Gesù risuscita Lazzaro
34 «Dove l'avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!».35 Gesù scoppiò in pianto.36 Dissero allora i Giudei: «Vedi come lo amava!».37 Ma alcuni di loro dissero: «Costui che ha aperto gli occhi al cieco non poteva anche far sì che questi non morisse?».
38 Intanto Gesù, ancora profondamente commosso, si recò al sepolcro; era una grotta e contro vi era posta una pietra. 39 Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, già manda cattivo odore, poiché è di quattro giorni». 40 Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?». 41 Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato. 42 Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato».43 E, detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!».44 Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario. Gesù disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare».


Con Don Mirco si è deciso di sviscerare il tema dell'amicizia. Giovedì, abbiamo iniziato con 2 domande:
1) una cosa bella dell’amicizia
2) una cosa faticosa
1) Bella : sincerità, coinvolgimento, complicità, confronto, esserci sempre, avere qualcuno che ti comprenda, non essere mai soli, ritrovarsi dopo vario tempo come se non ne fosse passato ecc.
2) Faticosa: sincerità, giudicare, dare, trovare l’amico, mantenere rapporti, “quanto” esserci…ecc
Abbiamo letto il Vangelo di Giovanni in cui si racconta della morte di Lazzaro. E via ancora domande: che tipo di amicizia c’era tra Lazzaro e Gesù? cos’erano l’uno x l’altro?
Risposta unanime: amicizia “umana”, sincera e incondizionata…
Cosa ha colpito di più del brano? Che i giudei, vedendo Gesù piangere per la morte di Lazzaro, dissero…” Guardate come l’amava”. Gesu, figlio di Dio si è incarnato uomo, soffre come un uomo. Piange l’amico morto, si commuove vedendo Maria, sorella di Lazzaro piangere…soffre umanamente, sinceramente per Lazzaro. Se, al posto di Lazzaro ci fossimo stati noi, avrebbe sofferto allo stesso modo. Gesù ci ha mostrato quanto Dio ci ami, chiede al padre di resuscitare il suo amico …liberandolo totalmente. Mostra per Lazzaro, per noi, tutta l’espressione umana, sincera , vera dell’amicizia : l’amore, la presenza, la sofferenza, la generosità gratuita, la liberazione….. Gesù è nostro amico, e ci ama per tali.

venerdì 27 novembre 2009

Da Padre Ottavio

Grazie per l'incontro di ieri sera. Grazie per la vostra ricchezza di riflessione e di vita.

In attesa di inviarvi maggiori dati, allego alla presente una prima bozza per l'incontro GIM di Dicembre

Ritengo che sia molto importande incontrarci per riflettere insieme.
Pensateci.
Un saluto fiducioso.
p. Ottavio



p. Ottavio Raimondo Missionari Comboniani
Via dell'Angelo custode 20 61100 Pesaro
0721/399108 (Personale e diretto)0721-50895 (centralino)348-2991393
Facebook: ottavio.raimondo


Questo invito è per te – 19 e 20 dicembre a Pesaro – Villa Baratoff


MA COME È POSSIBILE? Lc 2, 26-38

…e se ognuno di noi avesse il coraggio di chiedersi: MA COME È POSSIBILE?

Sono la persona che rende POSSIBILE L’IMPOSSIBILE?
La persona che costruisce vicinanza, accoglienza, servizio, gioia, autenticità…
o
sono la persona che rende IMPOSSIBILE IL POSSIBILE
con il mio individualismo, la mia violenza, la mia competitività, la ricerca del profitto, del possesso …????


Le grandi mete si raggiungono rendendo possibile l’impossibile = con scelte coraggiose e continuative.
Il GIM ti offre questa opportunità la terza domenica di ogni mese.
Ci ritroviamo per camminare insieme e scoprire “ma come è possibile?”.

Domenica 20 dicembre
8,30 Accoglienza
9,00 INCONTRO: MA COME È POSSIBILE?” (segue un’ora di deserto)
11,15 Messa con risonanza del deserto
12,30 Preparazione pranzo condiviso con i missionari
15,00 TESTIMONIANZA
16,30 Ritorno a casa

Per quelli che vogliono fare di più si arriva il sabato pomeriggio per poi fermarsi a cenare e dormire nella nostra casa e la domenica vivere con gli altri i momenti sopraindicati.

Sabato 19 dicembre:
17,00 arrivo e incontro con Lorena la mitica, che appena laureata ha deciso di vivere un anno con gli indios del Messico e che all’inizio del 2010 ritornerà nello stesso luogo per dedicarsi agli adulti.
19,30 Cena
20,30 Film: COME UN UOMO SULLA TERRA
22.00 Veglia

Non ci sono quote da pagare. Porta la Bibbia e un quaderno.
Se vieni il sabato porta con te lenzuola o sacco a pelo e se puoi qualcosa da condividere nella cena.

22 novembre 2009 p. Ottavio – suor Giuseppina
p. Gabriele – Alessandro – Daniel - …

Il GIM cresce per PASSAPAROLA… con la tua parola coinvolgi altri.
Chi non ha partecipato al primo GIM del 14 e 15 novembre può richiedere i testi dei temi trattati.
Li riceverà come allegato e-mail.

Missionari Comboniani – Pesaro 0721-50895 e 348-2991393 (p. Ottavio)

Come si arriva dai Comboniani a Villa Baratoff?
Se arrivi in treno o corriera telefona al 348-2991393 e ci incontreremo sul piazzale della Stazione.
Se vieni in macchina segui la direzione per Fano e quando giungi alla fine dell’interquartieri trovi l’indicazione il Circolo Sportivo Baratoff e lì inizia Strada dell’Angelo Custode. Noi siamo al 20.

Per ulteriori informazioni contattaci. E non mi dire che con tutte queste indicazioni sei ancora in difficoltà! Non hai mica la nobile età di p. Ottavio?
Pesaro 22 novembre 2009 p. Ottavio Raimondo e Equipe





"Se hai in tasca il profumo del muschio
non hai bisogno di raccontarlo a tutti.
Il profumo parlerà in tua vece".

Che in tasca e nel cuore ognuno di noi abbia sempre il profumo della missione!

Con questo augurio ti ricordo il GIM di questo fine settimana.
Il GIM cresce grazie al passaparola! Non dimentichiamolo!

Vieni sabato alle ore 17,00: condivideremo un pomeriggio e una serata inolvidable ossia INDIMENTICABILE.

Se proprio non puoi essere presente il sabato puoi arrivare domenica mattina alle ore 8,30.

Senza la tua presenza siamo più poveri.

Se poi mi scrivi un messaggio ti assicuro che lo leggerò con gioia.

GIOIOSAMENTE!

P. OTTAVIO










L’OGGI di Dio, del Dio di cui Gesù ci ha manifestato il volto e il cuore, è VITA!
L’OGGI del Mercato, è lontananza, emarginazione, violenza… è MORTE!

venerdì 20 novembre 2009

III° incontro - Vieni e vedi giovane

Ospite di questo incontro è stato Padre Ottavio, comboniano come Padre Gabriele.

La discussione ha ruotato intorno al tema del consumismo, della disparità della ricchezza e di quello che ognuno può fare per invertire la tendenza. Quali sono le difficoltà che incontriamo? Perchè non riusciamo a resistere alla tentazione dell'acquisto? Perchè il nostro fiocco di neve ci sembra cosa inutile?
Non basta un "si potrebbe fare" ma occorre un "si DEVE fare". Ciò che è possibile va fatto! Come ha detto Padre Ottavio "Il problema non sono i problemi. Il problema siamo noi, nella misura in cui ci sottovalutiamo"
Si è parlato anche di boicottaggio delle multinazionali. Se clikkate qui potrete avere una lista non completa con le relative motivazioni. La sensazione è che, se si facesse una lista di quelle "sane" sarebbe molto più breve! Cose di questo genere scoraggiano decisamente ogni animo ma proprio per questo, incontrarsi in gruppo, parlare, confrontarsi è l'unica arma che abbiamo per costruire un mondo almeno un po' più giusto.
Non si lascia tutto per cercare il tesoro però si è disposti a lasciare tutto quando il tesoro lo abbiamo trovato.
Salmo 8
2 O Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra:
sopra i cieli si innalza la tua magnificenza.
3 Con la bocca dei bimbi e dei lattantiaffermi la tua potenza contro i tuoi avversari,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.
4 Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita,la luna e le stelle che tu hai fissate,
5 che cosa è l'uomo perché te ne ricordie il figlio dell'uomo perché te ne curi?
6 Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli,di gloria e di onore lo hai coronato:
7 gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,tutto hai posto sotto i suoi piedi;
8 tutti i greggi e gli armenti,tutte le bestie della campagna;
9 Gli uccelli del cielo e i pesci del mare,che percorrono le vie del mare.
10 O Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra.

venerdì 13 novembre 2009

II° incontro - Vieni e vedi giovane!

Lc 4,16-21 + Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore». Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Parola del Signore
Gesù viene a liberarci. Gesù viene per essere contemplato più che adorato. Lui ci chiede di aprire il nostro cuore affinché possa mostrarci la sua misericordia per noi. Solo se facciamo esperienza del suo amore possiamo poi avere la forza di chiedere la sua liberazione. E l'esperienza di amore si realizza soprattutto nel servizio gratuito, in quello purificato dalla superbia, dal tornaconto, dall'orgoglio. La parola dice "Oggi si è compiuta questa lettura" e per oggi si intende proprio ogni giorno. Gesù viene ancora per liberarci dalle nostre paure che ci rendono diffidenti, competitivi, insicuri, isolati, ciechi.
Compito della settimana: scrivete ciò da cui vorreste essere liberati da Cristo. Scrivete delle vostre paure e chiedete a Dio di visitare il vostro cuore.

venerdì 6 novembre 2009

I° incontro - Vieni e vedi giovane

Ricorda sempre tre parole:
  1. tu sei un PRODIGIO quando sei te stesso e non un'imitazione dell'altro
  2. tu sei un MISTERO per te e per gli altri (come l'iceberg che mostra solo la punta e il resto lo tiene sott'acqua, per intenderci)
  3. tu sei un DONO con poco involucro e molto contenuto

Questa è la sintesi di un'ora e mezzo di parole, dette e ascoltate, da 22 ragazzi che hanno risposto all'invito di Padre Gabriele e Don Mirco. E' stato bello essere lì INSIEME, così diversi l'uno dall'altra per età, esperienze, amicizie ma con la stessa voglia di buttare giù certe barriere.

Questi giovani potranno davvero fare grandi cose!

Prossimo appuntamento: giovedì 12 novembre dalle 21.00 alle 22.00

mercoledì 4 novembre 2009

Vieni e vedi giovane!

Scriviamo a te, senza pretese ma con speranza. Scriviamo a te non sapendo se ci dedicherai almeno il tempo di queste parole ma con il sogno che proverai almeno la curiosità di incontrarci una volta.
Davanti a questo foglio bianco non sappiamo nemmeno cosa dirti affinché questo sogno si realizzi.
Nella nostra vita abbiamo imparato che i giovani sono il motore di ogni cosa. I giovani contagiano di gioia il mondo. E la gioia è il più grande tesoro che abbiamo.
Dei giovani di Pianello sappiamo ancora poco. Qualcuno lo abbiamo già incontrato. Con altri abbiamo avuto la fortuna di scambiare qualche parola. Ecco, noi vorremmo conoscervi tutti. Vorremmo sapere tutto di voi e vorremmo donare tutto a voi.
Sarà un momento di aggregazione, di confronto, di crescita o di riflessione, tra ragazzi che condividono la stessa realtà ma che vogliono sapere quello che succede fuori.
Ti aspettiamo, ogni giovedì dal 05 novembre, alle ore 21.00, presso il salone parrocchiale.
A presto.

Padre Gabriele e Don Mirco






PADRE GABRIELE

è nato a Serravalle, dove si trova attualmente per accudire gli anziani genitori. E' un padre missionario comboniano, che ha fatto numerose esperienze in giro per il mondo. Al momento dà una mano a Don Gilberto nell'animazione delle varie liturgie e nei tempi forti, come ad esempio la passata settimana spirituale. In questa occasione è nata l'idea di questi incontri per i giovani. Ad aiutarlo DON MIRCO,


originario di Lucrezia e attuale sacerdote a Cagli presso il Duomo. Ordinato sacerdote appena un anno fa, faceva prima l'infermiere.




venerdì 30 ottobre 2009

Una settimana di festa spirituale

Cari pianellesi, come tutti ormai sanno, quest'anno si celebra il 50° della nostra Chiesa. Don Gilberto si è speso molto per far si che questa ricorrenza non passasse in sordina. Numerose le attività che ha ideato sia per migliorare l'aspetto estetico del luogo sacro, sia per curare i nostri deboli spiriti. Ed è proprio su questo che vorremmo soffermarci. La settimana missionaria si sta ormai concludendo. Padre Gabriele, Padre Stelvio, Licia e Loretta delle volontarie del Vangelo e Padre Ottavio, hanno percorso le nostre strade in lungo e in largo, affinchè un messaggio di speranza potesse arrivare a tutto il paese e non solo agli habituè della messa. Incontri di catechesi, momenti di convivialità, confronti, innovazioni, canti e parole che avevano come unico scopo quello di farci riscoprire un modo gioioso di vivere la religiosità. Certi che il meglio deve ancora arrivare, ci prepariamo alla fiaccolata di questa sera e soprattutto alla messa di domani che sarà onorata anche dalla presenza del Vescovo. Siete tutti invitati.

Ore 15.00 prove di canto

Ore 16.00 prove con i bambini

Ore 17.00 Santa Messa con il Vescovo

Ore 19.00 Cena presso la palestra comunale

Ore 21.00 Concerto del coro filarmonico di Cagli



Di seguito alcune foto di questi giorni passati:






















lunedì 23 febbraio 2009

Il gruppo più magggico del mondo





martedì 17 febbraio 2009

Festa di carnevale


SE CLIKKATE SOPRA LA LOCANDINA,
SI APRE IN GRANDE E POTETE VEDERE I DETTAGLI.

lunedì 22 dicembre 2008

FINALMENTE ABBIAMO FINITO!

Anche la recita è passata. Con tutte le preoccupazioni, gli imprevisti e le soddisfazioni del caso.
I commenti che ho sentito sono stati positivissimi. E' piaciuta la recita. Sono stati bravi i bambini. Siete state brave/i voi (ci sarebbe piaciuto avere Francesco sul palco!). Il pezzo forte è stato sicuramente "A Natale puoi" cantato a lume di candela. Eravate bellissimi sul palco e qualcuno è andato via emozionato. Un grazie particolare alla Marti per avermi donato la sua candela che ora è appesa al mio letto.
Per quanto sia stata dura, questa esperienza è stata bellissima. Ho imparato che i bambini hanno molta più capacità di apprendimento di noi. Ho imparato che gli imprevisti fanno parte del gioco e non invalidano tutto il lavoro fatto. Ho imparato che voi grandi vi mettete a disposizione per qualunque cosa c'è da fare, anche se ancora manca un po' di coordinazione tra di voi ma quella viene con il tempo. Ho imparato che le cose semplici sono le più belle. Ho imparato che non tutti possono essere contenti del nostro lavoro ma che, se questo è fatto con il cuore, i più se ne accorgeranno.
Un grazie ad ognuno di voi per aver condiviso questa esperienza e su le maniche che abbiamo l'oratorio di gennaio da organizzare!
Cominciate ad imparare nuovi giochi e nuovi bans. Il prossimo mese lo dedicheremo al divertimento.
Approfitto per augurarvi buon Natale. Vi auguro che lo stare insieme nel nome del Signore, ci aiuti a stabilire sempre il valore più autentico delle cose. Vi ammiro moltissimo. Un bacio.
Ottavia.

lunedì 15 dicembre 2008

Festa di domenica

Consiglierei al gruppo del dopocresima di preparare qualche gioco da fare domenica dopo la recita. Infatti la festa continua poi nella piazza. E dopo Babbo Natale può essere che i bambini si trovino senza avere nulla da fare. Se tenete pronti due o tre giochi di gruppo magari c'è l'occasione per farli. Qui sotto c'è un link ad una pagina che contiene giochi con sfondo natalizio. Vedete se trovate qualcosa. Nel caso ve ne piaccia qualcuno, oOccupatevi anche e soprattutto del materiale da reperire. Ciao!

lunedì 1 dicembre 2008

MATERIALE PER RECITA

Di seguito l'elenco del materiale che serve per sabato. Man mano che trovate qualcosa lasciate un commento sotto e io metterà un asterisco di fianco a ciò che è stato trovato e il nome di chi si è incaricato.

1. Pupazzi per presepe:
Madonna
Giuseppe
Asino
Bue OTTAVIA
Culla bambinello OTTAVIA
Angelo
Stella Cometa LA FACCIAMO SABATO CON I NON ATTORI
Pastore
Pecore
Vecchietta
Bambolina hippy ELEONORA
Cuoco
Cow boy
Indiano
Aviatore
Aereoplanino
Capanna ELEONORA
Sfondo (scatolone - bristol blu o carta blu per sfondo - stelline - 1 foglio carta roccia) FATTO
2. Scatoloni per statuine e giocattoli LUCREZIA
3. Cuscino ELEONORA
4. Coperta LUCREZIA
5. Accetta finta SARA
6. Bastone per pastore
7. Castagne M&M
8. Padella per castagne OTTAVIA
9. Mazzo fiori finti SARA
10. Nastro per pacchi LUCREZIA
11. Bignè
12. Pentola DON GILBERTO
13. Mestolo
14. Cestino/borsa per spesa
15. Coltello
16. Bambolotto per Gesù bambino ELEONORA
17. Coperta del pastore LUCREZIA
18. Capanna grande (Dobbiamo verificare cosa c'è disponibile in chiesa. Per adesso non pensateci.) C'E'

lunedì 24 novembre 2008

Manifesti per il percorso di avvento


Da stampare e mettere in classe, nel caso lo riteniate opportuno.
2. scorrete nella pagina fino a sussidio avvento 2008 diocesi di Genova - manifesto PDF
3. clikkateci sopra
4. scegliete apri
5. clikkate sopra manifesto
6. Selezionate i file che iniziano con 03-04-05 e clikkate sopra con il tasto dx del mouse
7. selezionate "estrai in una cartella specifica" e selezionate la cartella in cui mettete solitamente le cose di catechismo
8. chiudete la finestra
9. andate nella cartella in cui li avete salvati e aprite i file per stamparli
10. se avete problemi lasciate un messaggio qui
11. è più facile di come sembra
12. ciao

martedì 18 novembre 2008

COPIONE RECITA DI NATALE

Ho aggiunto dei personaggi e le battute. Sabato alle 16.30 ho la messa. Quindi ci vediamo alle quattro. Poi mentre io sono alla messa voi potete iniziare a lavorare sul copione.


“Allarme nel presepio” di Gianni Rodari


N: Una volta, mancava poco a Natale, un bambino fece il suo presepio. Preparò le montagne di cartapesta, il cielo di carta da zucchero, il laghetto di vetro, la capanna con sopra la stella. Dispose con fantasia le statuine, levandole una per una dalla scatola in cui le aveva riposte l'anno prima. E dopo che le ebbe collocate qua e là, al loro posto - i pastori e le pecore sul muschio, i re Magi sulla montagna, la vecchina delle caldarroste presso il sentiero - gli sembrò che fossero poche. Restavano troppi spazi vuoti. Che fare? Era troppo tardi per uscire a comprare altre statuine, e del resto lui di soldi non ne aveva tanti...

B: Questo presepe è proprio vuoto! Poi figuriamoci, la mamma non voleva nemmeno farlo, dice che sporca tutto, anzi che mi compra le statuine nuove. E poi comunque è già tardi, il negozio ormai è chiuso. Come posso fare?

Mentre si guardava intorno, in cerca di un'idea, gli capitò sotto gli occhi un altro scatolone, quello in cui aveva messo a riposo, in pensione, certi vecchi giocattoli:

B: Idea! Tanto Gesù mica si offende!

N: Accanto alla Sacra Famiglia, alla vecchietta, al pastore e alle pecorelle comparvero, un pellerossa di plastica, un piccolo aeroplano rotto con l'aviatore, un cow-boy, un cuoco e una bambolina un po' «hippy », con la chitarra a tracolla che gli era capitata in casa per combinazione, dentro la scatola del detersivo per la lavatrice. Lui, naturalmente, non ci aveva giocato mai, i maschi non giocano con le bambole. Però, a guardarla, era proprio carina.
Posizionati tutti i personaggi vecchi e nuovi, il bambino contemplò soddisfatto il suo lavoro, poi andò a letto e si addormentò subito.

CORO: anche quest’anno è già Natale

Anche quest'anno è già Natale Potremmo essere più buoni sono le promesse, sono le speranze che ancora battono nei cuori, scegliere il bene e non il male vivere insieme se no che Natale è. Vedo le luci di tutte le vetrine un cielo di stelline sugli alberi.
Sento le voci di questi mille anni che stanno andando via ho bisogno di una magia, ho bisogno di una magia se no che Natale, se no che Natale è. Oh oh oh oh oh oh, che Natale èOh oh oh oh oh. Auguri e baci e buon Natale e tutto passa in un momento come le promesse, come le speranze che poi si perdono nel vento E chi sta bene e chi sta male. Vivere insieme se no che Natale, se no che Natale è. Oh oh oh oh oh oh, che Natale è Oh oh oh oh oh. Se no che Natale è.

IL BAMBINO SI STENDE SUL PRIMO SCALINO E FA FINTA DI DORMIRE
(CUSCINO E COPERTA)

N: Allora si svegliarono le statuine del presepio.
Il primo ad aprire gli occhi fu uno dei pastori. Egli notò subito che c'era qualcosa di nuovo e di diverso nel presepio. Una novità che non gli piaceva troppo. Anzi, non gli piaceva per niente.


P - Ehi, ma chi è quel tipaccio che segue il mio gregge con in mano un'accetta? Chi sei? Che cosa vuoi? Vattene in fretta, prima che ti faccia azzannare dai miei cani.
I - Augh, -
(fece per tutta risposta il pellerossa).
P - Come hai detto? Senti, parla chiaro, sai? Meglio ancora, non parlare per niente e porta il tuo muso rosso da un'altra parte.
I - Io restare,
- (fece il pellerossa) - augh!
P - E quella scure? Che ci fai, di' un po'? Ci accarezzi i miei agnelli?
I - Scure servire per tagliare legna. Notte fredda, io volere fare fuoco.
(In quel momento si svegliò anche la vecchina delle caldarroste e vide la ragazzetta con la chitarra a tracolla.)
V - Dico, ragazza, che specie di cornamusa è la vostra?
R - Non è una cornamusa, è una chitarra.
V - Non sono cieca, lo vedo bene che è una chitarra. Non lo sai che qui sono permesse solo le zampogne e i pifferi?
R - Ma la mia chitarra ha un bellissimo suono. Sentite...
V - Per carità, smettila. Sei matta? Ma senti che roba.
Ah, la gioventù d'oggigiorno. Dammi retta, fila via prima che ti tiri in faccia le mie castagne. E guarda che scottano, perché sono quasi arrostite.
R - Sono buone le castagne, -
(disse la ragazza).
V - Fai anche la spiritosa? Ma sei pure una ladra, oltre che una svergognata. Ora ti faccio vedere io... Al ladro! Anzi, alla ladra!
(Ma il grido della vecchietta non fu udito. L'aviatore, infatti, aveva scelto proprio quel momento per svegliarsi e accendere il motore. DECOLLO AEREOPLANO Fece un paio di giri sul presepio, salutando tutti con la mano, e atterrò vicino al pellerossa. I pastori lo circondarono minacciosi.
P - Cosa vuoi fare, spaventare le pecore? Distruggere il presepio con le tue bombe?
A - Ma io non porto bombe, questo è un apparecchio da turismo. Volete fare un giretto?
P - Fallo tu, il giretto: gira bene al largo e non farti più vedere da queste, parti.
V - Si, si e mandate via anche questa ragazzaccia, che mi vuol rubare le castagne!
R - Nonnina, non dite bugie. Le vostre castagne, se me le volete vendere, ve le pago.
V - Mandatela via, lei e la sua maledetta chitarra!
P - E anche tu, muso rosso, torna alle tue praterie: non vogliamo predoni, tra noi.
In quel momento al gruppo si avvicinarono il cow-boy e il cuoco.
p – Ecco! E questi adesso chi sono?!

cCORO: BABY CAW-BOY

Baby cow-boy!Baby cow-boy!Un cow-boy è un cow-boy... tipo duro, peròSe gli altri son terribili dal cuore nichelcromoIo sono un'eccezione, lo dico solo a voi:Io sono un baby cow-boy!La mia pistola spara solamente fioriE quando spara non fa mai fori;Per questo la mia bandoliera è caricatadi pansé,Violette calibro non ti scordar di me!Mi serve il laccio per legare pacchettiniDi buoni dolci per i bambini,Perciò con questo laccio d'oro fatto a fili di lamé Io confeziono un cabarè pieno di bignè!Baby cow-boy!Baby cow-boy!


P – Ma dove siamo arrivati! Una pistola nel presepe! Questo è davvero troppo .L’altro con il coltello. No, no. Voi avete sbagliato strada.
CU – A me il coltello serve per cucinare. So preparare dei piatti buonissimi…o almeno ci provo
CORO: IL CUOCO PASTICCIONE
Nella cucina del gran ristoranteChe profumino, davvero invitante!Tra lasagnette, arrosti e supplìC'è un cuoco piccolo, alto cosìÈ un cuoco buffo, particolareContinuamente vuole assaggiareMa si dimentica di controllareSughi e polletti, torte e babàBianco il cappello, che sembra un funghettoNon sta mai fermo, è come un follettoPrimi, secondi, prosciutto e piselliTroppe le pentole sopra i fornelli...Al fuoco! Al fuoco! È stato il cuoco!Che confusione, che cuoco pasticcione!Che fumo! Che fumo! Va tutto in fumo!Che confusione, che cuoco pasticcione!Aiuto! Aiuto! Aprite la finestra!Che confusione, che cuoco pasticcione!

V – Voi nel presepe non ci potete stare. Punto e basta. Sciò! Soprattutto quella ladra con la chitarra!
S – Ehy!
(tutti ignorano la stella cometa)
A - Nonnetta ma perché strillate tanto? Dite piuttosto alla signorina di farci sentire qualcosa. La musica mette pace.
P - Facciamola corta, o ve ne andate tutti con le buone, o sentirete un'altra musica.
I - Io stare qui. Ho detto.
R/c/cu – Anche noi!
A - Io poi, sono arrivato da lontano, figuriamoci se me ne voglio andare. Su, ragazzina, attacca, vediamo se la tua chitarra rabbonisce la compagnia.
(La ragazza non se lo fece ripetere e cominciò a pizzicare le corde – HAPPY DAYS o simile)
V - Per carità! Che roba è questa? Smettila sa!
I – Tu volere ragione per forza vecchietta, questa non essere cosa buona e giusta.
V – Ma te che ne sai?
S – Ehy! Ci sono anche io
. (tutti ignorano la stella cometa)
(Il pastore si avvicina minaccioso all’indiano, l’aviatore cerca di dividerli, il cow boy tiene l’indiano e il cuoco il pastore, la ragazza comincia a fare note a caso sulla chitarra per fare confusione, la vecchietta si chiude le orecchie e tira castagne. Con la discussione animata ed il suono della chitarra, Gesù iniziò a piangere così l’Angelo del presepe chiese aiuto ai nuovi personaggi del presepio).
A - Vi prego,smettetela. Avete svegliato il bambino Gesù con tutta questa confusione. Invece di litigare venite a confortarlo che è spaventato! Ognuno di voi sa fare qualcosa di speciale. Voglio proprio vedere se sapete usare i vostri talenti per qualcosa di buono!
I - Augh, io pensare a fare ridere lui–
BALLETTO DEGLI INDIANI
I - Io posso fare la danza indiana della felicità. Su ballate tutti con me!
L’indiano ideò un balletto e Gesù, vedendolo, rise.
R – Io invece so suonare. Conoscete questa canzone?
CORO: CANTO NATALIZIO:
La ragazza suonò e cantò una bella canzone
M – Grazie. Siete stati così bravi che Gesù si è addormentato.
P – Io posso donare la coperta fatta con la lana delle mie pecore, per scaldare il bambino.
G – Grazie pastore.
S – Uffa! Ma qualcuno vuole guardare qui!?
(tutti ignorano la stella cometa)
C – Questo invece è un omaggio alla mamma di tutti.
M – Oh grazie davvero signor cow-boy.
Il cow-boy donò i fiori della sua pistola alla Madonna e il cuoco iniziò a preparare un bel pranzetto, con le castagne che gli dava la vecchietta.
CU – Se potessi trovare qualcosa di speciale, potrei preparare un bel pranzetto.
S – Ti aiuto io a cercare qualcosa nel bosco! (tutti ignorano la stella cometa)
V – Non preoccuparti, ci sono le mie castagne. Riesci a cucinarle in qualche modo?
CU – Certo. Posso farci una bella torta. Zucchero, farina e lievito non mancano mai nella mia borsa!

A – A me invece sembra che manchi qualcosa in questo presepio. Torno subitooooo!
Il pilota che non aveva niente da donare prese il suo aereo e andò in cerca della stella cometa.

A – Ecco, vieni anche tu, così ci troveranno anche quelli che sono lontani.
S – Finalmente qualcuno si è accorto di me! Erano ore che urlavo da qui sopra!
A – Scusa non ti abbiamo sentito.
S – Ci credo. Facevate un baccano per litigare.
A- Si ma poi si è risolto tutto quando abbiamo visto il bambino.
S- Che bambino?
A- Vieni a vedere
(raggiungono la capanna)
G – Un po’ di luce in questa notte era proprio quello che mancava! Grazie aviatore.
Allora la stella cometa prese sembianze di bambina e andò a vedere il bambino nella culla. Poi, tutti stretti intorno alla capanna:

CANTO: A NATALE PUOI
A Natale puoifare quello che non puoi fare mai:riprendere a giocare,riprendere a sognare,riprendere quel tempoche rincorrevi tanto.È Natale e a Natale si può fare di più,è Natale e a Natale si può amare di più,è Natale e a Natale si può fare di piùper noi:a Natale puoi.A Natale puoidire ciò che non riesci a dire mai:che bello è stare insieme,che sembra di volare,che voglia di gridarequanto ti voglio bene.È Natale e a Natale si può fare di più,è Natale e a Natale si può amare di più,è Natale e a Natale si può fare di piùper noi:a Natale puoi.È Natale e a Natale si può amare di più,è Natale e a Natale si può fare di piùper noi:a Natale puoi.Luce blu,c’è qualcosa dentro l’anima che brilla di più:è la voglia che hai d’amore,che non c’è solo a Natale,che ogni giorno crescerà,se lo vuoi.A Natale puoi.È Natale e a Natale si può fare di più,è Natale e a Natale si può amare di più,è Natale e a Natale si può fare di più,è Natale e da Natale puoi fidarti di più.A Natale puoipuoi fidarti di più.A Natale puoi.

lunedì 10 novembre 2008

Per il dopocresima

Qui sotto potete lasciare i vostri commenti sull'incontro di sabato. Se vi è piaciuto o meno. Se quello che abbiamo detto vi è servito per parlarne poi davvero fuori. Se vi spaventa l'impegno. Se siete carichi o angosciati. Serve a confrontarsi, visto che non siete tutti vicini. Su forza!
P.S. Cominciate a leggere le recite e a votare.

Un Natale mondiale

Presentatore1:

Spesso ci ricordiamo degli altri solo a Natale: la frenesia della quotidianità, il desiderio di avere sempre di più, l’egoismo di pensare solo alle cose nostre, ci fa chiudere gli occhi su quello che vicino a noi sta succedendo. A Natale però improvvisamente ci sentiamo tutti più buoni e ci ricordiamo di chi è meno fortunato di noi e magari perché no, ci adoperiamo con piccoli gesti di solidarietà.
Presentatore2:

Noi ragazzi attraverso un viaggio nei continenti abbiamo scelto di esplorare l’universo delle diversità umane perché vogliamo che il nostro augurio non rimanga chiuso su noi stessi, sui nostri problemi e le nostre situazioni. Il messaggio che vogliamo trasmettervi è un messaggio di pace e d’amore unanime, dipinto dai colori del mondo. Buon ascolto!


N: Da pochi giorni era passato Natale. Dio convocò il gran consiglio degli angeli perché potessero informarlo sul risultato della missione che Egli aveva affidato loro.

1 scena

http://www.youtube.com/watch?v=TTE2QtOu5LI&feature=related
Gli angeli dipingono le nuvole. Ballo e canto su questa musica.
Entra A0.

A0: Forza, forza. Siamo stati convocati da Sua Eminenza Altissima, Reverendissima, d’urgenza. Sbrigatevi. Aggiustatevi. Pettinate le ali. Ricomponetevi. Via. Via.

Si spengono le luci.

2 scena

Ambientazione: Dio seduto sul trono (in un angolo), entrano i 5 angeli (+eventualmente il capo Angelo (animatore))
BALLETTO d’entrata degli angeli su
CORO Gloria

Inchinandosi uno alla volta:

A0: Permesso
A1: Buongiorno
A2: Egregissimo
A3: Misericordiosissimo
A4: Eccellentissimo
A5: Signore
Dio:Buongiorno a voi Angeli eletti per portare a termine la Missione Peace&Love
TUTTI(o uno per volta): O-no-ra-ti-ssi-mi
Dio: Cosa potete dirmi di nuovo? Com’è andato il Natale laggiù? Lo so che la missione era faticosa e che avevamo poche probabilità di riuscita tuttavia avevo grande fiducia in voi. D’altronde siete i migliori!
(gli angeli potrebbero tirar fuori un paio di occhiali da sole e lucidarsi le unghie per darsi delle arie)
A0: In effetti è stata dura, Signor Dio. Adesso le mostriamo tutto quello che è successo!

Si spengono le luci. Rimane Dio seduto sul trono in un angolo davanti ad un televisore e il Capo-Angelo.

Gli angeli partono con la missione di donare una stella a quelli che hanno bisogno di riscoprire il Natale.
Si potrebbe prendere un mappamondo e far vedere come gli angeli decidono di dividersi la terra. Alla fine:
L’angelo bianco vola in Europa e lascia la sua stella vicino ad un bambino davanti alla play station.
L’angelo rosso va in Africa e lascia la stella ad una bambina che trasporta acqua.
L’angelo giallo va in Asia e lascia la stella ad un bambino che cuce palloni.
L’angelo azzurro va in Oceania e lascia una stella ad un aborigeno.
L’angelo rosso va in America e lascia la stella ad un ragazzo con una pistola in mano.

Mentre succede questo il gruppo CANTO intona A Natale puoi mentre il gruppo BALLO danza sullo sfondo.

Dio: Non è andata poi così male. Qualcuno siamo riusciti a salvare anche quest’anno.
A0: Oh si. Ma sai quanto c’è da fare laggiù!? Tra quelli che non ci credono più, quelli che stanno perdendo la speranza, quelli che sono troppo stanchi per provarci… E’ un vero casino laggiù, lasciatelo dire.
Dio: credi non lo sappia? Ma io cosa posso fare di più. Ho in mente grandi progetti ma pare che nessuno li voglia ascoltare. Mi sembra di parlare al vento.
A0: lo so, lo so. Non ti abbattere. Intanto guarda com’è finita la missione

Al centro si posiziona la capanna del presepe con dentro Gesù, Giuseppe e Maria. Davanti in cerchio i 5 rappresentanti dei continenti insieme agli angeli intonano il ritornello del Gloria.

Alla fine ognuno di loro va ad accendere la candela del proprio colore e recita una preghiera:

E: Questo è il continente in cui il benessere ha tolto spazio al sentimento. Dove si preferisce starsene a casa piuttosto che uscire e stare in mezzo alla gente. Un continente dove il progresso ha portato alla solitudine, dove non si ha più tempo per sognare e per godere delle cose semplici del mondo.
Non dimenticare l’Europa.

AF: Questo è il continente dove i bambini non hanno cibo, medicine e scuola. Dove gli adulti non hanno il lavoro e la speranza. Dove anche le malattie più banali ti condannano alla morte. Dove si commerciano le armi e si arruolano i bambini per farne soldati. Non dimenticare l’Africa.

AS: Questo è il continente in cui i bambini vengono sfruttati per produrre quello che gli altri continenti consumeranno. Questo è il continente dei disastri atmosferici, dove i bambini rimangono orfani, costretti a mendicare. Non dimenticare l’Asia.

AM: Questo è il continente della violenza. Dove i giovani posso avere facilmente un’arma, entrare in una scuola e fare strage di altri giovani. Questo è il continente dei bambini di strada, costretti a nascondersi per non essere uccisi. Non dimenticare l’America.

O: Questo è il continente degli aborigeni, relegati al confine del mondo, costretti a rinunciare alla loro storia e alle loro tradizioni. Obbligati a perdere la loro identità. Non dimenticare l’Oceania.

Si prende un mappamondo e lo si mette al centro. Tutti i bambini cantano insieme: Oh happy day.






Allarme nel presepio

“Allarme nel presepio” di Gianni Rodari
Una volta, mancava poco a Natale, un bambino fece il suo presepio. Preparò le montagne di cartapesta, il cielo di carta da zucchero, il laghetto di vetro, la capanna con sopra la stella. Dispose con fantasia le statuine, levandole una per una dalla scatola in cui le aveva riposte l'anno prima. E dopo che le ebbe collocate qua e là, al loro posto - i pastori e le pecore sul muschio, i re Magi sulla montagna, la vecchina delle caldarroste presso il sentiero - gli sembrò che fossero poche. Restavano troppi spazi vuoti. Che fare? Era troppo tardi per uscire a comprare altre statuine, e del resto lui di soldi non ne aveva tanti...
Mentre si guardava intorno, in cerca di un'idea, gli capitò sotto gli occhi un altro scatolone, quello in cui aveva messo a riposo, in pensione, certi vecchi giocattoli:
DANZA DEI GIOCATTOLI
per esempio, un pellerossa di plastica, ultimo superstite di un'intera tribù che marciava all'assalto di Fort Apache... un piccolo aeroplano senza timone, con l'aviatore seduto nella carlinga... una bamboletta un po' «hippy », con la chitarra a tracolla: gli era capitata in casa per combinazione, dentro la scatola del detersivo per la lavatrice. Lui, naturalmente, non ci aveva giocato mai, i maschi non giocano con le bambole. Però, a guardarla, era proprio carina.
Il bambino la posò sul sentiero del presepe, accanto alla vecchietta delle caldarroste. Prese anche il pellerossa, con l’ascia di guerra in mano, e lo collocò in fondo al gregge, presso la coda dell'ultima pecora. Infine appese con un filo l'aeroplano e il suo pilota a un alberello di plastica, abbastanza alto, che una volta era stato un albero di Natale, di quelli che si comprano ai Grandi Magazzini e trovò il posto anche per loro, sulla montagna, non lontano dai re Magi e dai loro cammelli. Contemplò soddisfatto il suo lavoro, poi andò a letto e si addormentò subito.
CORO
Allora si svegliarono le statuine del presepio.
Il primo ad aprire gli occhi fu uno dei pastori. Egli notò subito che c'era qualcosa di nuovo e di diverso nel presepio. Una novità che non gli piaceva troppo. Anzi, non gli piaceva per niente.
P - Ehi, ma chi è quel tipaccio che segue il mio gregge con in mano un'accetta? Chi sei? Che cosa vuoi? Vattene in fretta, prima che ti faccia azzannare dai miei cani.
I - Augh, - fece per tutta risposta il pellerossa.
P - Come hai detto? Senti, parla chiaro, sai? Meglio ancora, non parlare per niente e porta il tuo muso rosso da un'altra parte.
I - Io restare, - fece il pellerossa, - augh!
P - E quella scure? Che ci fai, di' un po'? Ci accarezzi i miei agnelli?-
I - Scure stare per tagliare legna. Notte fredda, io volere fare fuoco.
In quel momento si svegliò anche la vecchina delle caldarroste e vide la ragazzetta con la chitarra a tracolla.
V - Dico, ragazza, che specie di cornamusa è la vostra?
R - Non è una cornamusa, è una chitarra.
V - Non sono cieca, lo vedo bene che è una chitarra. Non lo sai che qui sono permesse solo zampogne e i pifferi?
R - Ma la mia chitarra ha un bellissimo suono. Sentite...
V - Per carità, smettila. Sei matta? Ma senti che roba. Ah, la gioventú d'oggigiorno. Dammi retta, fila via prima che ti tiri in faccia le mie castagne. E guarda che scottano, perché sono quasi arrostite.
R - Sono buone le castagne, - disse la ragazza.
V - Fai anche la spiritosa? Ti vuoi prendere le mie castagne? Ma allora sei pure una ladra, oltre che una svergognata. Ora ti faccio vedere io... Al ladro! Anzi, alla ladra!
Ma il grido della vecchietta non fu udito. L'aviatore, infatti, aveva scelto proprio quel momento per svegliarsi e accendere il motore. Fece un paio di giri sul presepio, salutando tutti con la mano, e atterrò vicino al pellerossa. I pastori lo circondarono minacciosi:
PP - Cosa vuoi fare, spaventarci le pecore? Distruggere il presepio con le tue bombe?
A - Ma io non porto bombe, - rispose l'aviatore, - questo è un apparecchio da turismo. Volete fare un giretto?
PP - Fallo tu, il giretto: gira bene al largo e non farti più vedere da queste, parti.
V - Sí, sí, - strillò la vecchina, - e mandate via anche questa ragazzaccia, che mi vuol rubare le mie castagne...
R - Nonnina, - fece la ragazza, - non dite bugie. Le vostre castagne, se me le volete vendere, ve le pago.
V - Mandatela via, lei e la sua maledetta chitarra!
P - E anche tu, muso rosso, - riprese il pastore di prima, - torna alle tue praterie: non vogliamo predoni, tra noi.
V - Né predoni né chitarre, - aggiunse la vecchina.
I - Chitarra essere strumento molto bello, - disse il pellerossa.
V - Ecco, l'avete sentito? Sono d'accordo!
A - Nonnetta, - fece l'aviatore, - ma perché strillate a quella maniera? Dite piuttosto alla signorina di farci sentire qualcosa. La musica mette pace.
P - Facciamola corta, - disse il capo dei pastori, - o ve ne andate tutti e tre con le buone, o sentirete un'altra musica.
I - Io stare qui. Ho detto.
R - Anch'io stare qui, - fece la ragazza, - come il mio amico Toro Seduto. E anch'io ho detto.
A - Io poi, - fece l'aviatore, - sono arrivato da lontano, figuriamoci se me ne voglio andare. Su, ragazzina, attacca, vediamo se la tua chitarra rabbonisce la compagnia...
La ragazza non se lo fece ripetere e cominciò a pizzicare le corde...
Primo finale
Al primo accordo della chitarra i pastori fecero per slanciarsi contro i tre nuovi venuti, ma una voce autorevole e severa li trattenne:
G - Pace! Pace!
V - Chi ha parlato?
P - Guardate, uno dei tre Magi ha lasciato la carovana e sta venendo dalla nostra parte. Maestà, quale onore!
G - Il mio nome è Gaspare, non Maestà. Maestà non è un nome.
R - Ciao, Gaspare, - disse la ragazza con la chitarra.
G - Buona sera, figliuola. Ho sentito la tua musica. Be', non si sentiva un gran che, con tutto quel chiasso. E ho sentito anche della musica migliore. Ma la tua non era da buttar via.
R - Grazie, Gaspare.
I - Augh! - fece il pellerossa.
G - Salve anche a te, Toro Seduto, o Aquila Nera, o Nube Tonante, o comunque tu voglia essere chiamato. E buona sera a te, pilota. E a voi, pastori, e a te, nonnetta. Ho sentito il profumo delle tue castagne.
V - Questa ragazzaccia me le voleva portar via...
G - Su, su, forse ti è sembrato. Non ha l'aria di una ladra.
P - E questo tipaccio con l'accetta? - gridarono i pastori. - Ci si presenta al presepio, con quel muso rosso?
G - Avete provato a chiedergli perché è arrivato fin qui?
P - Non c'è bisogno di chiederglielo. Si vede benissimo: voleva fare una strage...
I - Io avere sentito messaggio, - disse il pellerossa. - Pace agli uomini di buona volontà. Io essere uomo di buona volontà.
G - Avete sentito? - disse allora Gaspare. - Il messaggio è per tutti: per i bianchi e per i rossi, per chi va a piedi e per chi va in aeroplano, per chi suona la zampogna e per chi suona la chitarra. Se odiate chi è diverso da voi, vuol dire che del messaggio non avete capito nulla.
A queste parole fece seguito un lungo silenzio. Poi si sentì la vecchina che bisbigliava:
V - Ehi, ragazzina, ti piacciono le castagne? Su, prendi, e guarda che non te le vendo, te le regalo... E voi, pilota, ne volete? E voi signor Toro Volante, scusate, non ho capito bene il vostro nome, vi piacciono le castagne?
I - Augh, - disse il pellerossa.
Secondo finale
La melodia che si diffuse dallo strumento della ragazza attirò l’attenzione di Giuseppe che, avendo udito il suono della chitarra, si avvicinò e vide che i personaggi del presepio stavano litigando.
G - Perché litigate? – chiese.
P - Litighiamo perché questa gente di un’altra realtà vuole stravolgere il nostro presepio! – rispose un pastore.
I - Noi non volere male, noi volere solo rallegrare presepio ma voi volere rimandare noi nello scatolone.- Disse l’indiano.
Giuseppe intervenne:
G - Se urlate sveglierete il bambino Gesù e lui, che è Messia di pace, non vuole vedervi litigare.
Riflettendo, tutti decisero di rappacificarsi con gli stranieri: organizzarono una festa e la vecchina offrì castagne gratis, il pastore si procurò latte e formaggio dalle sue pecore e la ragazza suonò con la sua chitarra insieme agli zampognari e ai pifferai. . Intanto l’aviatore si era messo in cerca di pezzi di stoffa per creare la scritta che poi espose volando sul presepe.Tutti fecero pace diffondendo armonia e amore e i pastori decisero di tenere a far parte del presepio la ragazza, l’aviatore e il pellerossa. Arrivarono poi anche gli angeli e tutti insieme ballarono e cantarono per tutta la notte. Al mattino, al risveglio, il bambino vide che tutti i personaggi del presepio erano vicini e abbracciati.
BALLO E CANTO
Terzo finale
...con la discussione animata ed il suono della chitarra, Gesù iniziò a piangere così Maria chiese aiuto ai nuovi personaggi del presepio:
M - Vi prego, confortate il mio piccolo che è spaventato dalla confusione qui intorno!
I - Augh, ci penso io – L’indiano ideò un balletto e Gesù, vedendolo, rise. La ragazza suonò e cantò una bella canzone; uno dei pastori era ancora nervoso ed arrabbiato ma sentì la bella canzone della fanciulla e si calmò. Il guardiano delle pecore, sentendo il neonato piangere, si commosse e decise di tagliare la lana ad una sua pecora per realizzare una coperta perché pensava che il bambino sentisse freddo. Vedendo che tutti aiutavano Gesù, anche la vecchietta volle dare un contributo dicendo:
V - Per fare contento Gesù, darò un po’ di cibo a tutti voi. Anche il pilota decise di aiutarli: con l’elica rotta che non gli era più utile, costruì una piccola giostra per il bambino.Ognuno col proprio contributo riuscì a confortare il piccolo, tutti smisero di litigare e nel presepio ritornò la pace.